Le cose Problematiche – Quinta puntata: L’invidia di Aglauro

Ciao amicз come state? È stata una settimana complicata, ma eccoci di nuovo qui per voi.

Nella scorsa puntata Fetonte aveva causato i cambiamenti climatici con la guida spericolata del carro di suo padre, il sole, e a seguire la povera Callisto era stata violentata e trasformata, insieme al figlio, in una costellazione. Niente di che, tutto sommato.  

Andando avanti con il secondo libro, Ovidio passa a narrare di come le penne del corvo si siano trasformate da argentee a nere: la colpa è della sua lingua. Febo era innamorato della bellissima Corònide di Larissa, ma il corvo scopre che la ragazza lo tradisce e senza pensarci due volte corre a riferirlo al suo padrone. Chi fa la spia non è figlio di Maria ma è il corvo di Malefica e non campa cent’anni. La cornacchia che vede volare il corvo a tutta velocità si incuriosisce (altro animale che a quanto pare proprio non riesce a farsi gli affari propri) e lo segue. Saputo da lui cosa vuol fare tenta di dissuaderlo raccontandogli la sua disgrazia. Minerva, di cui la cornacchia era compagna, aveva affidato un bambino nato senza madre a tre vergini. Il bambino era Erictonio, il figlio di Vulcano, nato dalla terra dopo un tentativo fallito di violentare Minerva. Era stato nascosto da quest’ultima, insieme a un serpente, in una cesta di vimini, che aveva ordinato alle tre figlie di Cècrope (primo re di Atene metà uomo e metà serpente) di non aprire. Pàndroso ed Erse rispettano l’ordine, mentre Aglauro decide di sbirciare all’interno della cesta. La cornacchia che aveva assistito alla scena, riferisce tutto a Minerva ma viene da questa degradata e sostituita dalla civetta.

La cornacchia racconta poi di essere stata una volta una bella principessa (Bella Fighejra) che per sfuggire alle violenze del dio del mare aveva supplicato gli dei, e Minerva, ascoltando la preghiera, l’aveva trasformata in un uccello, divenuto poi suo compagno. Ma non poteva fare un ordine restrittivo per il dio del mare invece di trasformare la povera fanciulla in animale? A quanto pare no. 

Il dio del mare mi vide e si riscaldò, e dopo che ebbe sprecato il suo tempo a pregarmi con dolci parole, decise di prendermi con la forza e m’inseguì. […] Allora invoco gli dèi e gli uomini. La mia voce non raggiunse nessun mortale, ma per la mia verginità si commosse la vergine Minerva, e mi portò aiuto. 

Queste storie ci insegnano che la verginità è meglio perderla subito, perché come ti giri un attimo PEM. La cornacchia viene però poi sostituita da Nictimene di lesbo, trasformata in civetta dalla dea Atena per evitare che intrattenesse una relazione incestuosa con il padre, innamorato di lei; La sua storia – e l’unica fonte a cui possiamo fare riferimento – viene raccontata dalla cornacchia nel II Libro delle Metamorfosi ovidiane. Il corvo però non la sta ad ascoltare e va a riferire a Febo del tradimento. Questo irato scaglia una freccia nel petto dell’amante.

Agganciata la corda agli estremi, tese l’arco, e il petto di lei, quel petto che tante volte aveva stretto al suo, lo trafisse con una freccia impossibile a evitarsi. Colpita essa emise un gemito, si strappò il ferro dal corpo (un fiotto di sangue purpureo inondò le candide membra).

Prima di morire Corònide (o Carmelita, Concita o T’Challa) gli rivela di essere incinta e il dio maledice se stesso e il corvo che gli ha portato quella terribile notizia.

Ugualmente maledice l’arco e la propria mano e, insieme alla mano, le armi impulsive, le frecce 

Qui, e non ci pare il caso di scherzare su questo argomento, si sta parlando di femminicidio. In Italia il 2020 è stato l’anno peggiore, con il maggior numero di vittime causate dalla convivenza forzata, ma il 2021, nonostante il notevole calo registra 41 vittime, circa 5 al mese. Vi lasciamo alcuni link a cui fare riferimento: Lista dei femminicidi in Italia nel 2021; Femminicidi, la strage delle donne non si ferma: sono 38 dall’inizio dell’anno, due a settimanaISTAT CERTIFICA, BOOM DI FEMMINICIDI DURANTE IL LOCKDOWN

Febo tenta inutilmente di rianimare la donna ma non riuscendoci decide di salvare almeno il figlio, Esculapio, che affida alle cure del centauro Chirone. Questa storia del parto post mortem ci ha fatto venire in mente ben due cose: la prima è una puntata di ER, dove due medici discutono se tentare di rianimare la madre o salvare il bambino e decidono per la seconda opzione; l’altro riferimento è un racconto di Stephen King contenuto in Stagioni diverse, intitolato “Il metodo di respirazione”. Un anziano medico, il dottor McCarron, racconta di una sua paziente, chiamata col finto nome di Sandra Stansfield, che gli aveva chiesto di essere seguita durante la gravidanza. Oltre a vari consigli il medico le insegna il metodo di respirazione detto Lamaze, che Sandra mette in atto il giorno del parto mentre si reca in ospedale. A causa di un incidente la donna viene però decapitata sulle scale dell’edificio. Il suo corpo e la sua testa continuano comunque a respirare per diversi minuti, permettendo al dottore di far nascere il bambino. Dopo il parto il corpo della madre smette di muoversi.

Tornando a Ovidio, Ociroe, figlia di Chirone e profetessa, appena vede il fanciullo “invasa da furore profetico e infiammata dal dio che le si agitava rinchiuso nel petto” (esorcista o spirito santo?) rivela a Esculapio che riuscirà a portare in vita i morti, scatenando lo sdegno degli dei tanto che Giove lo ucciderà con un fulmine. Ma lui resusciterà e ripeterà il miracolo una seconda volta. (è Gesù) Ociroe rivela poi al padre che a causa di un terribile veleno di un serpente chiederà agli dei di far cessare quel terribile dolore uccidendolo e gli dei accetteranno.

Gli dei da eterno che sei ti renderanno soggetto alla morte e le tre parche taglieranno il filo della tua vita 

Prima che la ragazza riesca a finire la profezia viene tramutata in cavallo. Chirone chiedeva invano l’aiuto di Febo, ma lui vagava per i campi vestito da pastore, e per colpa dell’amore lascia incustodite le sue vacche. Mercurio le trova e le nasconde in una selva. Batto, un vecchio che abita nei dintorni, si accorge del furto e Mercurio prova a comprarsi il suo silenzio regalandogli una mucca. Batto quindi gli dice:

Vai pure tranquillo amico prima che parli io del tuo furto, parlerà questa pietra

Il dio, che però non si fida, cambia aspetto e ripresentandosi da Batto sotto mentite spoglie, gli promette altre due mucche se gli avesse rivelato dove erano nascoste. Il vecchio avido glielo dice senza pensarci due volte e Mercurio per ripicca lo trasforma in una pietra detta “la spia” e considerata infame. Batto è un forestale sex worker, mentre Mercurio è Mr Wolf.

Mercurio, fatto il misfatto, si solleva in volo e dall’alto vede la processione dedicata a Minerva. Tra le fanciulle scorge Erse (una delle tre sorelle citate in precedenza, che devono trasportare il bambino nella cesta) (per non buttare via il bambino con l’acqua sporca) e se ne innamora. 

Si da qualche ritocco: si liscia i capelli, sistema il mantello in modo che scenda bene, in modo che si veda il bordo con tutto l’oro, cura che la bacchetta con cui infonde e scaccia il sonno gli luccichi nella mano, che i sandali risplendano attorno ai piedi lustri.

Si vede il Marsupio? Mercurio che è un po’ anche Pretty Woman, si reca al palazzo dove la fanciulla vive con le sorelle e incontra Aglauro, che chiede molto oro in cambio del suo aiuto per conquistare la sorella e poi lo caccia via. (sgancia la grana, Bitch better have my money). Minerva arrabbiata con lei per la sua sfacciataggine si reca a casa dell’invidia.

Squallida e gocciolante di nero marciume. […] E dentro vede l’Invidia che mangia carne di vipera, con la quale alimenta il proprio vizio. […] Il pallore le sta steso sul volto, macilenta in tutto il corpo, mai uno sguardo diritto, ha i denti lividi e guasti, il petto verde di fiele, sulla lingua una patina di veleno. Mai un riso, se non suscitato dalla vista del dolore, e neppure conosce il beneficio del sonno, sempre agitata com’è da pensieri che la tengono desta; con dispiacere vede i successi della gente, e al vederli si strugge, e rode gli altri e insieme rode se stessa, e questo è il suo tormento. 

Minerva chiede all’Invidia di infettare il cuore di Aglauro e lei esegue. La fanciulla pur di non vedere realizzata la felicità della sorella blocca l’entrata a Mercurio (che aveva aperto la porta con un bel Alhomora), che per punirla la trasforma in pietra (Pietrificus Totalus), nera. Basalto? Ci viene ovviamente in mente il vitello con i piedi di balza. Comunque hanno fatto i conti senza l’oste: qualcuno ha chiesto a Erse cosa ne pensava? Ovviamente no. Ma poi Mercurio ma quindi? Perché la storia termina con Aglauro infame, per te solo lame, trasformata in pietra, ma non sappiamo se poi tra Mercurio e Erse sia veramente successo qualcosa. 

Giove e le sue vacche

Giove innamorato di Europa chiede a Mercurio di sospingere i buoi del re Agènore lungo la spiaggia, dove la principessa è solita passare il tempo con le ancelle. Il padre degli dei si trasforma in toro e si mescola alla mandria. Europa rimane affascinata dal bell’animale che “ora le offre il petto perché lo palpi con la sua mano virginea, ora le corna perché le inviluppi di ghirlande appena intrecciate”. La fanciulla decide di sedersi sul suo dorso e il dio la trascina in mezzo al mare. 

Ed è così che si conclude il secondo libro e la nostra quinta puntata. Grazie per la lettura e l’ascolto! Continuate a supportarci seguendoci sui social, nel frattempo vi salutiamo e vi diamo appuntamento a settimana prossima. Ricordatevi il foulard la sera.

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