Le cose Problematiche – Settima puntata: Le profezie di Tiresia

Buonsave amicə, eccoci ancora qui!

Nelle puntate precedenti era nato Bacco e Marley era morto. Due notizie fondamentali per lo svolgimento della trama, specialmente la seconda. Il terzo libro continua a deliziarci con i dettagli sulla vita sessuale di Giove e Giunone, la rubrica preferita di Ovidio (e pure la nostra). I due dei, resi espansivi dal nettare (quindi un po’ briai) chiacchierano amabilmente del più e del meno quando il discorso finisce su chi, tra uomo e donna, provi più piacere nell’atto sessuale. Giove sostiene che siano le donne a godere di più, mentre Giunone smentisce. Ovidio ha fatto un sondaggio con lə amicə per arrivare a questo risultato? Meritiamo di saperlo. Per venire a capo della disputa chiedono il parere di Tiresia che conosceva entrambe le forme dell’amore. L’uomo aveva infatti interrotto il connubio tra due serpenti con una bastonata, e per punizione (vorremmo sottolineare questo “per punizione”) era stato trasformato in una donna. Tale era rimasto per sette anni, finché non aveva colpito nuovamente i serpenti ed era tornato ad assumere la sua forma originale. Questa storia ci ha ricordato What Women Want e Ranma. Tiresia, che a quanto pare si era dato alla pazza gioia sia come uomo che come donna, conferma la teoria di Giove e Giunone impermalita più del necessario lo acceca. Quindi Giove can’t find the clit, almeno quello della moglie. Certo è che se durante l’amplesso usi i fulmini, l’atto in se tanto piacevole non deve essere. Ma allora come fa a sapere che sono le donne a provare più piacere se quando non usa i suoi discutibili sex toys le violenta? Misteri della fede. Giove per compensare la perdita della vista di Tiresia, dato che nessun dio può annullare ciò che ha fatto un altro dio, gli concede di vedere il futuro. Grazie Ovidio per spiegarci le regole del gioco.

Tiresia diventa quindi un oracolo molto famoso. La prima a consultarlo è Liriope, che dopo essere stata violentata dal fiume Cefiso, era rimasta incinta e aveva partorito Narciso (parole di burro). La madre chiede se il figlio vivrà a lungo e Tiresia risponde “se non conoscerà se stesso”. Niente viaggio in India allora? La risposta sibillina sembra non avere senso. Narciso, compiuti i 15 anni (come la bella addormentata), viene desiderato sia da giovani che da fanciulle perché molto bello, ma lui non si concede a nessuno. “Ma quella tenera bellezza era di una superbia così ostinata, che nessun giovane, nessuna fanciulla mai la toccò” 

Sì, non c’era dubbio, era meravigliosamente bello, con la curva elegante delle labbra porporine, gli schietti occhi azzurri, i biondi capelli ricciuti. Nel suo viso c’era qualcosa che gli guadagnava subito la fiducia. C’era tutto il candore, tutta l’appassionata innocenza della giovinezza. Si sentiva che il mondo non lo aveva ancora contaminato.

Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde

Ma ciò che fece rimanere Tessa a bocca aperta era che il ragazzo aveva il viso più bello che lei avesse mai visto. Capelli neri arruffati e occhi come vetro azzurro. Zigomi eleganti, una bocca piena e lunghe ciglia folte. Perfino la curva del collo era perfetta. Aveva l’aspetto di tutti gli eroi romanzeschi che Tessa avesse mai immaginato. Ma non aveva mai immaginato uno che le imprecasse contro scuotendo la mano insanguinata con gesto accusatorio

Shadowhunters – The infernal devices, Cassandra Clare

Anche Eco si innamora di Narciso; la ninfa aveva ancora un corpo ma come adesso, ripeteva solo le ultime parole di chi le parlava. Questa era una punizione voluta da Giunone, infatti la ninfa la tratteneva con lunghe chiacchere per non farle scoprire le scappate del marito. Faceva il palo nella banda dell’ortica. Eco segue Narciso, ripetendo le sue parole. Alla fine gli si avvicina e gli getta le braccia al collo. Lui però fugge “giù le mani, non mi abbracciare! (Tieni giù le mani e che fai tocchi?) – esclama. – Preferisco morire piuttosto che darmi a te”. Lei si ritira a vivere in antri solitari vergognandosi del rifiuto subito. 

Ma l'amore resta confitto in lei e cresce per il dolore del rifiuto. I pensieri la tengono desta e la fanno deperire in modo pietoso la pelle si raggrinzisce per la magrezza e tutti gli umori del corpo si disperdono nell'aria. Non rimangono che la voce e le ossa. La voce esiste ancora; Le ossa, dicono, presero l'aspetto di sassi. E così sta celata nei boschi e non si vede su nessun monte, ma dappertutto si sente: è il suono, che vive in lei.

Numerosi sono gli amanti disprezzati da Narciso, e un giorno, uno di essi (nemmeno nominato) esclama “che possa innamorarsi anche lui e non possedere chi ama!” Così disse, e la dea di Ramnunte (Nemesi) assentì a quella giusta preghiera.” Narciso, si ritrova a riposare dopo la caccia in una radura con una fonte di acqua cristallina. Mentre beve si innamora della figura riflessa nell’acqua, pensando che sia un essere che abita nel fiume e non rendendosi conto di star osservando la sua figura riflessa. Ok, non era una cima questo lo abbiamo capito, ma non esistevano specchi dove abitava? E non si era mai fatto un bagno come Callisto? Il ragazzo si strugge per giorni senza riuscire a mangiare o a dormire, completamente divorato dal fuoco dell’amore. Finalmente si rende conto di non amare altri che se stesso, ma la rivelazione non gli è di nessun conforto:

Desiderio inaudito per uno che ama, vorrei che la cosa amata fosse più distante. E ormai questa sofferenza mi toglie le forze, e non mi resta più molto da vivere, mi spengo nella mia prima giovinezza. E la morte non mi è gravosa, poiché con la morte finirà questa pena; ma vorrei che l'altro, l'amato, vivesse di più. Ora invece morremmo congiuntamente, spirando, due, un'anima sola.

Continua a osservare la sua figura riflessa, battendosi il petto e lentamente consumandosi. Alla fine giunge la morte, ma anche nell’oltretomba Narciso continua a osservare la propria ombra riflessa nello Stige. Il suo corpo svanisce nel nulla lasciando al suo posto un fiore giallo in mezzo e con i petali bianchi.  

Dopo questo avvenimento il nome di Tiresia diventa molto famoso, ma Penteo ride delle sue parole e gli rinfaccia di essere cieco. Un altro infame come Aglauro, saranno parenti? Abbiamo bisogno di un albero genealogico come quello di Cent’anni di solitudine. L’indovino gli dice che se anche lui fosse cieco, probabilmente si salverebbe dalla sua sorte, non vedendo i riti di Bacco. Gli preannuncia infatti l’arrivo di un nuovo dio e che se Penteo non lo onorerà sarà sbranato in mille pezzi dalla madre e dalle zie. Scene alla Tarantino ne abbiamo? Penteo lo scaccia, ma accade veramente ciò che era stato predetto. Bacco arriva a Tebe con i suoi riti folli, chiamando a se un corteo festante di uomini e donne. In pratica è un Pride. Penteo (boomer col palo in culo) rimane scandalizzato da tutto ciò, il popolo nato dai denti di drago sempre pronto a combattere con onore in battaglia che si da alla pazza gioia bevendo e danzando al suono dei tamburelli? È inammissibile!

Tebe sarà conquistata da un fanciullo inerme, al quale non piacciono né le guerre né i dardi né l'uso dei cavalli, ma i capelli fradici di mirra ed effeminate ghirlande e vestiti tinti di porpora e ricamati d'oro. Ma io sull’istante, se mi fate largo un momento, lo costringerò a confessare che non è figlio di chi dice e che questi riti sono un'impostura!

Bacco si conferma come icona queer e nostro signore e padrone. I’m a slave for Bacco. Penteo ordina ai servitori di portargli il ragazzino. La famiglia tenta di farlo ragionare ma lui si impunta ancora di più. I servitori tornano senza il dio, ma con uno del suo seguito, un marinaio di nome Acete. Un giorno la ciurma di cui fa parte trova sulla spiaggia “un fanciullo che sembra una vergine […] quello sembra barcollare, come stordito dal vino e dal sonno”. Bacco è Nonbinary e un mood nella vita in quanto dignitosamente brillo. Il marinaio lo osserva e capisce di non essere di fronte ad un essere mortale: “Non so quale dio si celi in questo corpo, ma in questo corpo si cela un dio” (quod numen isto corpore sit, dubito, sed corpore numen isto est) Gli altri compagni non gli danno retta, non credendo che il ragazzino sia un dio, decidono di prendersi gioco di lui. Si ribellano al capitano tirandogli un pugno “L’empia ciurma applaude a quella prodezza” (Impia turba probat factum) e Bacco nel frattempo “come se il chiasso l’avesse ridestato dal suo sopore e sfumata l’ebrezza ritornasse in se: “che fate? Che chiasso è questo?” dice” (quid facitis? Quis clamor?) Chiede ai marinai di essere portato a Nasso, ma quelli vanno in direzione opposta. Il dio fa finta di piangere: “che prodezza è la vostra a ingannare, grandi come siete, un bambino, a ingannare in tanti uno solo?” La nave si arresta in mezzo al mare, inviluppata com’è dalle piante di edera che fermano i remi e salgono fino alle vele, quasi a formare dei festoni. Bacco agita un’asta e i marinai vengono trasformati in animali, tutti tranne Acete, l’unico che aveva mostrato rispetto al Dio. I due si recano a Nasso, dove l’uomo si unisce al culto di Bacco.

Dopo questo lungo racconto (Acete deve essere parente di Luis, l’amico di Ant-man), Penteo lo fa rinchiudere in prigione perché venga torturato (l’uomo focaccina), ma le porte si aprono da sole e le catene si sfilano dalle sue braccia, così che l’uomo è libero di fuggire. Penteo decide quindi di andare personalmente alla ricerca di Bacco (I’m Surrounded by idiots). Si reca sul monte Citerone, luogo prescelto dalle baccanti per i loro riti. La madre lo vede ma lo scambia per un cinghiale e decide di ucciderlo. L’uomo capisce il suo peccato, ma ormai è troppo tardi, la madre e le zie lo smembrano. “ammonite da un simile esempio, le donne della Beozia seguono il nuovo culto, e offrono incenso e vanno sempre ai santi altari”

Questa storia ci ha fatto ricordare alcune puntate di True Blood in cui una menade, cioè una fangirl di Bacco, incanta la città per eseguire i riti per riportare in vita il dio.

E questo è tutto per oggi! se vi piacciono i nostri articoli e il nostro podcast spammateci in giro e facciamo crescere questo gruppo di idiozia mitologica gratuita. Stay safe.

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